I legali del Comitato presentano una memoria presso la Procura della Repubblica

Il comitato Torino Respira ha depositato alcune settimane fa una memoria presso la Procura della Repubblica, focalizzando in quest’occasione l’attenzione sull’inquinamento da biossido di azoto nella Città di Torino.

Con quest’ultimo elaborato si è inteso integrare il materiale già depositato in precedenza all’attenzione dei magistrati inquirenti, rappresentato dall’esposto iniziale presentato nel mese di aprile del 2017 e dalle successive memorie depositate nel maggio del 2018 e nel marzo del 2019, nelle quali era stato principalmente affrontato il tema dell’inquinamento da PM 10.

Il biossido di azoto, insieme all’ozono e al particolato, è uno degli inquinanti dell’aria che superano abbondantemente, soprattutto nel periodo invernale, i limiti di legge a Torino, limiti legali che sono già il frutto di un compromesso, in quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha suggerito un dimezzamento del limite annuo previsto dalla normativa (da 40ug/m3 a 20ug/m3).

L’approfondimento in materia di biossido d’azoto – che ha confermato il grave stato di inquinamento in cui versa Torino anche rispetto a tale sostanza inquinante – si è basato sia sui dati rilevati dall’Arpa Piemonte nelle centraline di rilevamento fisse, sia sui risultati della campagna “Che aria tira”, una iniziativa di rilevamento del biossido di azoto tramite campionatori passivi, organizzata dal comitato Torino Respira, che ha permesso, grazie alla collaborazione di oltre 200 cittadini, di rilevare la concentrazione di biossido di azoto in 274 punti della Città di Torino e dei comuni circostanti.

I legali di Torino Respira hanno ribadito ai magistrati inquirenti la richiesta di valutare le condotte delle autorità comunali e regionali preposte dalla legge alla gestione della qualità dell’aria nella città di Torino – gestione che si presenta del tutto inadeguata – sotto il profilo dell’integrazione delle fattispecie di reato poste dall’ordinamento a presidio dell’ambiente e della pubblica incolumità, con particolare riferimento ai reati di inquinamento ambientale e disastro ambientale di cui agli artt. 452 bis e 452 quater del codice penale.

Gli avvocati Marino Careglio e Giuseppe Civale si sono espressi in questo senso: “Ci pare importante evidenziare che tali reati sono stati introdotti dal legislatore nel 2015 in un’ottica di doveroso innalzamento della tutela di beni giuridici di rango costituzionale quali l’ambiente (art. 9 e 117 Cost.) e la salute (art. 32 Cost.); stiamo continuando a sollecitare l’intervento della magistratura penale, in quanto riteniamo che, se il diritto penale deve occuparsi della tutela dei principali beni giuridici protetti nel nostro ordinamento, l’ambiente e la salute pubblica rientrano sicuramente in questa categoria”.
Potete trovare Memoria NO2 Maggio 2019 il testo integrale della memoria.

Prima giornata del Clean air dialogue: un bilancio

Il Commissario Vella è a fine mandato, ma un paio di cose interessanti le ha dette: l’Italia è in ritardo di 15 anni sulla qualità dell’aria. La scadenza del 2030 per raggiungere i limiti prevista dal Piano Aria del Piemonte è inaccettabile e contraria alla Carta Europea dei Diritti.

Su questo punto i nostri legali stanno meditando cosa fare Il Ministro Costa pare ben intenzionato e intellettualmente onesto. Merce rara.

Alcune cose che sono nell’accordo le sosteniamo da sempre: abbassare la velocità in tangenziale e autostrade, fare le ZTL, ecc. È evidente che il suo obiettivo è evitare la multa della Commissione Europea. Tutto questo circo è stato organizzato con questo obiettivo. Anche se comprensibile, l’obiettivo è arduo, e la sua richiesta alla Commissione di “giudicare lo sforzo” fa un po’ ridere, come se un maratoneta si giudicasse dal sudore e non dal tempo.

L’accordo che hanno firmato rimanda ad una serie di decreti, piani, altri accordi. Quindi ci sono ancora molte cose che possono andare storte. Segnate la data sul calendario: tra 90 giorni prepariamoci a chiedere conto delle prime scadenze. I funzionari dei vari ministeri sono parte del problema, non parte della soluzione.

Partito il ministro i loro interventi sono stati in genere penosi. Ministro, se li tolga di torno subito altrimenti non andrà da nessuna parte. Il top l’ha raggiunto tal Grimaldi dell’ambiente. Alla domanda;”come mai presentate sempre rose e fiori eppure il traffico aumenta, l’offerta di TPL diminuisce e l’inquinamento non migliora?” Risposta: “Eh l’Italia è complessa, c’è un problema antropologico”.

Altro fenomeno l’assessore lombardo Cattaneo, per il quale nella pianura padana abbiamo un problema geografico e quindi bisogna portare pazienza. Si sa che ai polmoni basta chiedere pazienza e loro si adeguano, pazienti, non ammalandosi. A parte il Sindaco per i saluti di rito, silenzio dai Torinesi. La riunione potevano farla a Matera che in quanto a partecipazione locale sarebbe stato lo stesso. A conclusione della prima giornata confermiamo il cambio di titolo in “Fried Air Dialogue”. Peccato, bastava poco per fare un bel lavoro. Le buone intenzioni sono benvenute, ma il coinvolgimento degli stakeholders è un’altra cosa.

Roberto Mezzalama

p.s. questi ragionamenti sono stati ripresi in un articolo pubblicato sul Corriere Torino

#Che aria tira?: i campionatori confermano una situazione critica in tutta la città.

COMUNICATO STAMPA – Torino, 15 maggio 2019

Campagna “Che aria tira?”: i 274 campionatori analizzati confermano una situazione molto critica e che riguarda tutta la città

Il 91% dei siti misurati ha concentrazioni superiori al limite di legge di 40 µg/m3 su base mensile.

I 10 siti di Torino con le maggiori concentrazioni di NO2 si trovano in 5 delle 8 circoscrizioni, presso le arterie stradali con traffico molto intenso.



Mercoledì 15 maggio sono stati presentati presso Envipark i risultati della campagna di monitoraggio civico della qualità dell’aria “Che aria tira?” organizzata dal Comitato Torino Respira.

Alla campagna hanno aderito oltre 200 cittadini che hanno acquistato e installato 300 campionatori passivi per il rilevamento del biossido di azoto, presso la propria abitazione o un luogo importante per loro, come il posto di lavoro, la scuola dei figli O il parco in cui vanno fare sport.

“L’adesione di oltre 200 cittadini, che hanno pagato di tasca propria i campionatori, è stata molto incoraggiante e ci ha confermato che il problema della qualità dell’aria è molto sentito dai torinesi. – ha commentato il Presidente del Comitato Torino Respira Roberto Mezzalama introducendo la presentazione dei dati – Speriamo che questa partecipazione ampia e i risultati ottenuti, che purtroppo confermano una situazione critica, siano di stimolo alle amministrazioni competenti per intraprendere azioni incisive per ridurre le emissioni.”

Il biossido di azoto è un inquinante che può provocare seri effetti negativi sulla salute e che viene generato per circa il 60% dal traffico veicolare, sia a livello urbano che a livello regionale, con un contributo preponderante (93%) da parte dei motori diesel.

Tutte le circoscrizioni di Torino sono state interessate dal campionamento che, al netto dei campionatori persi o danneggiati, ha consentito di raccogliere 274 dati utili. Otto campionatori sono stati posizionati vicino a scuole, 4 elementari e 4 superiori. Uno presso l’Ospedale Molinette.

I campionatori sono stati esposti durante il mese di febbraio e alla fine della campagna sono stati raccolti e spediti alla Gradko environmental, laboratorio inglese che produce i kit utilizzati da “Che aria tira?”, dove sono stati analizzati secondo il metodo BS EN 13528, che specifica i requisiti prestazionali generali per campionatori diffusivi utilizzati per la determinazione della concentrazione di gas e vapori in aria ambiente.

Per calibrare i dati, 4 campionatori sono stati posti nei pressi delle centraline ARPA, e i risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli misurati da ARPA nello stesso periodo. Per ottenere una migliore calibrazione, sono stati utilizzati gli analoghi confronti fatti a Milano, Brescia e Roma durante le campagne organizzate con la stessa metodologia dall’associazione “Cittadini per l’aria”.

Questi i principali risultati del monitoraggio, dettagliati nelle slide allegate e visualizzabili sulla mappa interattiva oggi pubblicata:

  • Oltre 200 cittadini di tutte le circoscrizioni di Torino hanno partecipato al monitoraggio, insieme a cittadini dei Comuni di Beinasco, Borgaretto, Bruino, Cambiano, Cirié, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Orbassano, Rivoli, Settimo T.se, Venaria e Vinovo.

  • La campagna “ Che aria tira?” ha avuto una partecipazione molto alta in rapporto alla popolazione se confrontata con altre città come Milano o Roma: Milano 294 con 1,3  di milioni abitanti; Roma 150 con 3,3 milioni di abitanti, Torino 274 con 887 mila abitanti.

  • I risultati ottenuti sono in linea con i livelli di accuratezza registrati nelle campagne analoghe svolte a Brescia, Milano e Roma e con i risultati ARPA del periodo di monitoraggio.

  • I valori di concentrazione media annua stimata grazie ai dati della campagna sono in linea con i valori medi annui misurati dall’ARPA nei 4 anni precedenti (48,6 µg/m3 contro 48,9 µg/m3). Tuttavia i valori massimi sono risultati più alti (85 µg/m3 contro 79,20 µg/m3).

  • Il 91% dei siti campionati ha concentrazioni superiori al limite di legge di 40 µg/m3 su base mensile (96% a Milano nel 2017).

  • L’84% dei siti campionati ha concentrazioni superiori al limite di legge di 40 µg/m3 su base annua (84% a Milano, 60% a Roma, 10% a Brescia).

  • I 10 siti di Torino con le maggiori concentrazioni di NO2 si trovano in 5 delle 8 circoscrizioni e in generale sono localizzati presso arterie stradali con traffico molto intenso.

  • Il sito con le concentrazioni più alte di NO2 è l’incrocio tra Corso Novara e Via Cigna, seguito da Corso Principe Oddone e Piazza Baldissera. Questi siti scontano le scelte sul traffico fatte in questa parte della città, dove si è costruita un’autostrada tra le case.

  • I 10 siti di Torino con le concentrazioni più basse sono tutti localizzati in collina o in prossimità di parchi e aree verdi. I siti con i valori più bassi di tutta la campagna di monitoraggio sono localizzati fuori Torino.

  • Tutte le scuole campionate superano i limiti di legge e presentano valori tra 2 e 3 volte più elevati del valore raccomandato dall’OMS (20 ug/m3). In un caso, quello del Liceo Alfieri, in corso Dante, il valore misurato è tra i 10 più alti in città.

  • L’unico campionatore installato presso l’Ospedale Molinette ha superato i limiti di legge, nonostante fosse collocato al secondo piano e non direttamente sulla strada.

  • A Torino un solo sito campionato, sulla collina di Superga, presenta concentrazioni inferiori ai limiti raccomandati dall’OMS.

  • L’analisi preliminare degli effetti sulla salute mostra che solo il 16% dei siti campionati non presenta rischi per la salute secondo i valori della legislazione, mentre il restante 84% mostra rischi di aumento della mortalità per individui oltre i 30 anni che vanno dal 5,5% a oltre il 16%.

Anna Gerometta, Presidente dell’Associazione “Cittadini per l’aria” che ha promosso le campagne di monitoraggio di Milano, Brescia e Roma ha così commentato i risultati: “Direi che dai dati di Torino emerge che è essenziale che le amministrazioni competenti si impegnino ad adottare nel più breve tempo possibile misure per ridurre l’NO2. E quindi una ZTL che abbia adeguato livello di ambizione (almeno euro 4 subito e euro 5 entro breve), ciclabilità, sharing e trasporto pubblico per raggiungere Torino e circolare al suo interno senza danneggiare la salute propria e altrui.”

Sulla base di questi risultati il Comitato ha deciso di intraprendere una serie di azioni ulteriori, volte a interpretare i dati raccolti, a diffonderli tra la cittadinanza e a sensibilizzare le autorità. In particolare le azioni che intraprenderemo sono:

  • Un’analisi degli effetti sulla salute attraverso la preparazione di una mappa del rischio realizzata in collaborazione con il Servizio Epidemiologia dell’ASL1 di Roma.

  • La condivisione dei dati con ARPA, Università e Politecnico al fine di permettere un loro utilizzo ai fini di ricerca e studio.

  • L’offerta ai Presidenti delle Circoscrizioni di Torino di presentare i dati attraverso incontri pubblici nelle proprie sedi.

  • L’invio dei risultati della campagna in Procura, ad integrazione e sostegno dell’esposto presentato ormai due anni orsono.

  • Lo svolgimento di un corso di formazione per insegnanti delle scuole superiori attraverso la collaborazione con il Liceo Darwin di Rivoli e del CESEDI.

  • Lo svolgimento di un progetto di monitoraggio della qualità dell’aria nelle scuole superiori con il contributo della Compagnia di San Paolo.

A proposito dell’utilizzo dei dati a supporto della ricerca il Prof. Pietro Salizzoni dell’Ecole Centrale di Lione ha detto “Questa campagna di monitoraggio ha permesso la raccolta di dati diffusi sul territorio, che consentiranno di fare analisi e confronti con i risultati dei modelli di dispersione a cui abbiamo lavorato. Credo che i risultati saranno un materiale di studio importante per studenti e ricercatori e che ci consentiranno di ampliare il raggio delle nostre ricerche.”

“Questa campagna è stata un grande impegno per il quale voglio ringraziare gli attivisti del Comitato che hanno speso molto tempo libero per renderla possibile. Sicuramente si tratta solo di una tappa, e speriamo di avere il supporto di molti torinesi anche nelle prossime iniziative.” Ha concluso Roberto Mezzalama.

Scarica la presentazione dei risultati

Visualizza la mappa dei risultati

Il Comitato Torino Respira

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Che aria tira: il 15 maggio presentazione dei dati della campagna

COMUNICATO STAMPA – Torino, 7 maggio 2019  
Presentazione dei dati della campagna “Che aria tira?” Interverranno: Roberto Mezzalama, Presidente Comitato Torino Respira, Prof. Pietro Salizzoni, Ecole Centrale de Lyon, Avv. Anna Gerometta, Presidente Ass. Cittadini per l’aria  
Mercoledì 15 maggio, dalle 17.30 alle 20.00 presso l’Environment Park – sala Kyoto (via Livorno, 60 – Torino) il Comitato Torino Respira presenterà e analizzerà i dati rilevati con i 300 campionatori distribuiti sul territorio cittadino con la campagna “Che aria tira?”.   I campionatori passivi, installati su abitazioni, scuole, uffici e luoghi pubblici, hanno rilevato la qualità dell’aria, e in particolare la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi, per tutto il mese di febbraio.   Alla presentazione dei dati interverranno: Roberto Mezzalama, Presidente Comitato Torino Respira, il Prof. Pietro Salizzoni, Ecole Centrale de Lyon, e l’Avv. Anna Gerometta, Presidente Ass. Cittadini per l’aria.   La partecipazione all’evento è libera. La mappa sarà pubblicata contestualmente sul sito durante l’evento. All’incontro sono stati invitati la sindaca della Città di Torino, il presidente della Regione Piemonte, i candidati alla presidenza della Regione Piemonte e i candidati per il Parlamento europeo della circoscrizione nord ovest.     Il Comitato Torino Respira
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#Cheariatira? presentata alla Sindaca Appendino. Consegnata un’analisi indipendente sulla qualità dell’aria

COMUNICATO STAMPA – Torino, 2o febbraio 2019
 
Il Comitato Torino Respira ha presentato la campagna “Che aria tira?” alla sindaca Chiara Appendino e ha preparato un’analisi indipendente dei dati sulla qualità dell’aria
 
Il Comitato Torino Respira ha incontrato la Sindaca di Torino Chiara Appendino e i rappresentanti dello staff dell’Assessore all’Ambiente Alberto Unia, per presentare la campagna di rilevamento della qualità dell’aria “Che aria tira?”.
 
La campagna, che vede la partecipazione di 300 cittadini di Torino e di alcuni comuni limitrofi, è in pieno svolgimento, e nella prima settimana di marzo i cittadini volontari saranno chiamati a riportare i campionatori per l’invio al laboratorio analisi.
 
La campagna permetterà per la prima volta a Torino di avere una mappatura dettagliata della qualità dell’aria attraverso la misurazione contemporanea della concentrazione di biossido di azoto in tutti i quartieri della città.
 
Durante l’incontro, il Comitato ha anche consegnato alla Sindaca una analisi indipendente dei dati sulla qualità dell’aria a Torino rilevati dall’ARPA nel 2018. Questa analisi prova a rispondere a una serie di domande che i cittadini si fanno da tempo, come ad esempio quale sia l’effetto delle condizioni meteorologiche sull’inquinamento, quale sia l’efficacia delle misure di riduzione del traffico conseguenti al protocollo siglato tra le regioni del bacino padano, o quale sia l’efficacia delle misure emergenziali del blocco del traffico.
 
Infine l’analisi include un confronto tra i dati di qualità dell’aria a Torino nel 2018 e i valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per proteggere la salute dei cittadini, che sono notevolmente più bassi dei limiti di legge. Questa analisi, che considera i dati di PM2,5 e di ozono, ha permesso di calcolare il numero di giorni con aria insalubre, e di evidenziare che i criteri dell’OMS per questi due inquinanti vengono superati in tutti i mesi dell’anno, durante l’autunno-inverno per il PM2,5 e durante la primavera-estate per l’ozono.

L’ebook con l’analisi presentata è disponibile dopo aver compilato questo modulo di registrazione.

 
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Sui balconi di Torino oltre 300 campionatori per la misurazione della qualità dell’aria


COMUNICATO STAMPA – Torino, 5 febbraio 2019

Per tutto il mese di febbraio i kit della campagna “Che aria tira?” promossa dal Comitato Torino Respira rileveranno il biossido di azoto

Oltre 300 campionatori di misurazione della qualità dell’aria sui balconi dei cittadini di Torino


Nel fine settimana, tra l’1e il 3 febbraio, si è conclusa la prima fase della campagna “Che aria tira?” lanciata dal Comitato Torino Respira “ che ha visto l’installazione di oltre 300 campionatori passivi per il biossido di azoto da parte dei volontari che hanno acquistato il kit di rilevamento della qualità dell’aria e lo hanno posizionato sui balconi delle proprie case, uffici, scuole o posizionati in strada, coinvolgendo tutti i quartieri della città (in allegato la mappa).La grande adesione dei cittadini alla campagna di Torino Respira, decisamente superiore alle aspettative, è un grande successo per il neonato Comitato che ha promosso la campagna. Nelle scorse settimane il Comitato ha invitato la Sindaca di Torino Chiara Appendino e il Presidente della Regione Sergio Chiamparino a partecipare alla campagna.
“Siamo grati al Presidente Sergio Chiamparino per aver aderito alla campagna e aver installato insieme a noi un campionatore proprio sul balcone del suo ufficio in Piazza Castello” ha commentato il Presidente del Comitato Roberto Mezzalama al termine dell’incontro presso la sede della Regione in Piazza Castello, durante il quale sono stati discussi i temi della qualità dell’aria a Torino e in Piemonte. Dalla segreteria della Sindaca non sono invece arrivate risposte. “Ci sarebbe piaciuto presentare l’iniziativa anche alla Sindaca di Torino e posizionare un campionatore anche sul balcone del Palazzo di Città. Speriamo si sia trattato solo di una dimenticanza e non di un segno di disattenzione verso un tema così importante per la salute dei torinesi”, ha commentato ancora Mezzalama.La prossima tappa della campagna sarà a inizio marzo con il ritiro dei campionatori che saranno poi inviati a un laboratorio in Inghilterra per le analisi a cui seguirà la diffusione dei dati.
In allegato le foto del posizionamento del kit sul palazzo della Regione Piemonte con Sergio Chiamparino e la mappa con la distribuzione dei campionatori in città.
La campagna “Che aria tira?”I campionatori passivi della campagna “Che aria tira?” rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.Si tratta di semplici provette in plastica che le persone che hanno deciso di sostenere la campagna di sensibilizzazione, dando un contributo di 20 euro ciascuna, hanno installato presso la propria abitazione, le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico.Dopo un mese, i campionatori verranno ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.Una parte dei campionatori è stata installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.La qualità dell’aria a Torino continua ad essere tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori. Per questo motivo, proponendo anche a Torino la campagna di rilevamento della qualità dell’aria dal basso, fatta dai cittadini per i cittadini, il Comitato Torino Respira vuole aumentare la consapevolezza di decisori e torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro.

Il Comitato Torino Respira

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#cheariatira.Siamo lusingati per il vostro interesse!

Il notevole interesse per l’iniziativa #cheariatira e il lavoro preparatorio necessario alla distribuzione ha determinato la scelta di chiudere la possibilità di acquisto online delle provette il 9 gennaio.

Il Comitato ha provveduto a fare un ulteriore ordine di provette e oggi sono arrivate!

Sono acquistabili nelle date di consegna. Il prossimo appuntamento è il 24 gennaio presso il Centro commensale di Binaria (via Sestriere 24 a Torino) dalle 18.30 alle 20.30.

Per ulteriori info: info@torinorespira.it

Parte la distribuzione delle 300 provette di rilevamento della qualità dell’aria. #cheariatira entra nel vivo

COMUNICATO STAMPA – Torino, 11 gennaio 2019

300 campionatori per la campagna “Che aria tira?”

Parte la distribuzione delle 300 centraline di rilevamento della qualità dell’aria ai cittadini che hanno aderito alla campagna “Che aria tira?”.

Mercoledì 16 gennaio, dalle 18.30 alle 20.30

Casa del Quartiere di San Salvario (via Morgari n. 14, Torino)

Giovedì 24 gennaio dalle 18.30 alle 20.30

Binaria – Centro Commensale Fabbrica del Gruppo Abele (via Sestriere n. 34, Torino)

Mercoledì 16 gennaio, dalle 18.30 alle 20.30 presso la Casa del Quartiere di San Salvario (via Morgari 14, Torino) e Giovedì 24 gennaio dalle 18.30 alle 20.30 presso Binaria (via Sestriere 34), Torino il Comitato Torino Respira distribuirà le 300 provette per il rilevamento della qualità dell’aria ai cittadini che hanno aderito alla campagna “Che aria tira?”.

Tutti gli aderenti sono invitati a presentarsi (con ricevuta di pagamento online se possibile) per il ritiro delle provette in una delle due date indicate, o in caso di impossibilità a scrivere una email al Comitato info@torinorespira.it.

Nel mese di febbraio verrà lanciato il rilevamento della qualità dell’aria con le 300 provette distribuite su tutto il territorio cittadino. I campionatori passivi rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.

Si tratta di semplici provette in plastica che le persone che hanno deciso di sostenere la campagna di sensibilizzazione, dando un contributo di 20 euro ciascuna, potranno facilmente installare presso la propria abitazione, le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico.

Dopo un mese, i campionatori dovranno essere ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.

Una parte dei campionatori verrà installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.

“Abbiamo lanciato la campagna con un obiettivo minimo di 100 campionatori. Dopo appena 3 mesi dal lancio siamo riusciti a distribuire 300 provettei nelle diverse zone della città, segno che la qualità dell’aria è un argomento di grande interesse e forte preoccupazione” – spiega Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira.

La qualità dell’aria a Torino continua ad essere tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori. Per questo motivo, proponendo anche a Torino la campagna di rilevamento della qualità dell’aria dal basso, fatta dai cittadini per i cittadini, il Comitato Torino Respira nato esattamente un anno fa vuole aumentare la consapevolezza di decisori e cittadini torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro.

Sono ancora disponibili alcuni campionatori, i cittadini interessati ad aderire alla campagna possono presentarsi ad uno degli eventi di distribuzione o contattare l’associazione via email a info@torinorespira.it

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