#Cheariatira? presentata alla Sindaca Appendino. Consegnata un’analisi indipendente sulla qualità dell’aria

COMUNICATO STAMPA – Torino, 2o febbraio 2019
 
Il Comitato Torino Respira ha presentato la campagna “Che aria tira?” alla sindaca Chiara Appendino e ha preparato un’analisi indipendente dei dati sulla qualità dell’aria
 
Il Comitato Torino Respira ha incontrato la Sindaca di Torino Chiara Appendino e i rappresentanti dello staff dell’Assessore all’Ambiente Alberto Unia, per presentare la campagna di rilevamento della qualità dell’aria “Che aria tira?”.
 
La campagna, che vede la partecipazione di 300 cittadini di Torino e di alcuni comuni limitrofi, è in pieno svolgimento, e nella prima settimana di marzo i cittadini volontari saranno chiamati a riportare i campionatori per l’invio al laboratorio analisi.
 
La campagna permetterà per la prima volta a Torino di avere una mappatura dettagliata della qualità dell’aria attraverso la misurazione contemporanea della concentrazione di biossido di azoto in tutti i quartieri della città.
 
Durante l’incontro, il Comitato ha anche consegnato alla Sindaca una analisi indipendente dei dati sulla qualità dell’aria a Torino rilevati dall’ARPA nel 2018. Questa analisi prova a rispondere a una serie di domande che i cittadini si fanno da tempo, come ad esempio quale sia l’effetto delle condizioni meteorologiche sull’inquinamento, quale sia l’efficacia delle misure di riduzione del traffico conseguenti al protocollo siglato tra le regioni del bacino padano, o quale sia l’efficacia delle misure emergenziali del blocco del traffico.
 
Infine l’analisi include un confronto tra i dati di qualità dell’aria a Torino nel 2018 e i valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per proteggere la salute dei cittadini, che sono notevolmente più bassi dei limiti di legge. Questa analisi, che considera i dati di PM2,5 e di ozono, ha permesso di calcolare il numero di giorni con aria insalubre, e di evidenziare che i criteri dell’OMS per questi due inquinanti vengono superati in tutti i mesi dell’anno, durante l’autunno-inverno per il PM2,5 e durante la primavera-estate per l’ozono.

L’ebook con l’analisi presentata è disponibile dopo aver compilato questo modulo di registrazione.

 
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Sui balconi di Torino oltre 300 campionatori per la misurazione della qualità dell’aria


COMUNICATO STAMPA – Torino, 5 febbraio 2019

Per tutto il mese di febbraio i kit della campagna “Che aria tira?” promossa dal Comitato Torino Respira rileveranno il biossido di azoto

Oltre 300 campionatori di misurazione della qualità dell’aria sui balconi dei cittadini di Torino


Nel fine settimana, tra l’1e il 3 febbraio, si è conclusa la prima fase della campagna “Che aria tira?” lanciata dal Comitato Torino Respira “ che ha visto l’installazione di oltre 300 campionatori passivi per il biossido di azoto da parte dei volontari che hanno acquistato il kit di rilevamento della qualità dell’aria e lo hanno posizionato sui balconi delle proprie case, uffici, scuole o posizionati in strada, coinvolgendo tutti i quartieri della città (in allegato la mappa).La grande adesione dei cittadini alla campagna di Torino Respira, decisamente superiore alle aspettative, è un grande successo per il neonato Comitato che ha promosso la campagna. Nelle scorse settimane il Comitato ha invitato la Sindaca di Torino Chiara Appendino e il Presidente della Regione Sergio Chiamparino a partecipare alla campagna.
“Siamo grati al Presidente Sergio Chiamparino per aver aderito alla campagna e aver installato insieme a noi un campionatore proprio sul balcone del suo ufficio in Piazza Castello” ha commentato il Presidente del Comitato Roberto Mezzalama al termine dell’incontro presso la sede della Regione in Piazza Castello, durante il quale sono stati discussi i temi della qualità dell’aria a Torino e in Piemonte. Dalla segreteria della Sindaca non sono invece arrivate risposte. “Ci sarebbe piaciuto presentare l’iniziativa anche alla Sindaca di Torino e posizionare un campionatore anche sul balcone del Palazzo di Città. Speriamo si sia trattato solo di una dimenticanza e non di un segno di disattenzione verso un tema così importante per la salute dei torinesi”, ha commentato ancora Mezzalama.La prossima tappa della campagna sarà a inizio marzo con il ritiro dei campionatori che saranno poi inviati a un laboratorio in Inghilterra per le analisi a cui seguirà la diffusione dei dati.
In allegato le foto del posizionamento del kit sul palazzo della Regione Piemonte con Sergio Chiamparino e la mappa con la distribuzione dei campionatori in città.
La campagna “Che aria tira?”I campionatori passivi della campagna “Che aria tira?” rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.Si tratta di semplici provette in plastica che le persone che hanno deciso di sostenere la campagna di sensibilizzazione, dando un contributo di 20 euro ciascuna, hanno installato presso la propria abitazione, le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico.Dopo un mese, i campionatori verranno ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.Una parte dei campionatori è stata installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.La qualità dell’aria a Torino continua ad essere tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori. Per questo motivo, proponendo anche a Torino la campagna di rilevamento della qualità dell’aria dal basso, fatta dai cittadini per i cittadini, il Comitato Torino Respira vuole aumentare la consapevolezza di decisori e torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro.

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#cheariatira.Siamo lusingati per il vostro interesse!

Il notevole interesse per l’iniziativa #cheariatira e il lavoro preparatorio necessario alla distribuzione ha determinato la scelta di chiudere la possibilità di acquisto online delle provette il 9 gennaio.

Il Comitato ha provveduto a fare un ulteriore ordine di provette e oggi sono arrivate!

Sono acquistabili nelle date di consegna. Il prossimo appuntamento è il 24 gennaio presso il Centro commensale di Binaria (via Sestriere 24 a Torino) dalle 18.30 alle 20.30.

Per ulteriori info: info@torinorespira.it

Parte la distribuzione delle 300 provette di rilevamento della qualità dell’aria. #cheariatira entra nel vivo

COMUNICATO STAMPA – Torino, 11 gennaio 2019

300 campionatori per la campagna “Che aria tira?”

Parte la distribuzione delle 300 centraline di rilevamento della qualità dell’aria ai cittadini che hanno aderito alla campagna “Che aria tira?”.

Mercoledì 16 gennaio, dalle 18.30 alle 20.30

Casa del Quartiere di San Salvario (via Morgari n. 14, Torino)

Giovedì 24 gennaio dalle 18.30 alle 20.30

Binaria – Centro Commensale Fabbrica del Gruppo Abele (via Sestriere n. 34, Torino)

Mercoledì 16 gennaio, dalle 18.30 alle 20.30 presso la Casa del Quartiere di San Salvario (via Morgari 14, Torino) e Giovedì 24 gennaio dalle 18.30 alle 20.30 presso Binaria (via Sestriere 34), Torino il Comitato Torino Respira distribuirà le 300 provette per il rilevamento della qualità dell’aria ai cittadini che hanno aderito alla campagna “Che aria tira?”.

Tutti gli aderenti sono invitati a presentarsi (con ricevuta di pagamento online se possibile) per il ritiro delle provette in una delle due date indicate, o in caso di impossibilità a scrivere una email al Comitato info@torinorespira.it.

Nel mese di febbraio verrà lanciato il rilevamento della qualità dell’aria con le 300 provette distribuite su tutto il territorio cittadino. I campionatori passivi rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.

Si tratta di semplici provette in plastica che le persone che hanno deciso di sostenere la campagna di sensibilizzazione, dando un contributo di 20 euro ciascuna, potranno facilmente installare presso la propria abitazione, le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico.

Dopo un mese, i campionatori dovranno essere ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.

Una parte dei campionatori verrà installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.

“Abbiamo lanciato la campagna con un obiettivo minimo di 100 campionatori. Dopo appena 3 mesi dal lancio siamo riusciti a distribuire 300 provettei nelle diverse zone della città, segno che la qualità dell’aria è un argomento di grande interesse e forte preoccupazione” – spiega Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira.

La qualità dell’aria a Torino continua ad essere tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori. Per questo motivo, proponendo anche a Torino la campagna di rilevamento della qualità dell’aria dal basso, fatta dai cittadini per i cittadini, il Comitato Torino Respira nato esattamente un anno fa vuole aumentare la consapevolezza di decisori e cittadini torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro.

Sono ancora disponibili alcuni campionatori, i cittadini interessati ad aderire alla campagna possono presentarsi ad uno degli eventi di distribuzione o contattare l’associazione via email a info@torinorespira.it

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Il dottor Losapio ci spiega la campagna “Che aria tira?”

Il dottor Losapio ha sempre seguito con interesse le nostre attività. Questa volta, giunto in possesso di uno dei primi campionatori che ci sono arrivati, si è proposto di darci una mano a spiegarvi su come è facile partecipare alla nostra campagna “Che aria tira?”

Il video sarà presentato ufficialmente giovedì 29 novembre prossimo alle 21.30 presso le Officine Ferroviarie.

E voi cosa aspettate a comprarne un nostro campionatore ?

 

Presentazione della campagna di rilevamento della qualità dell’aria

CHE ARIA TIRA?

Presentazione della campagna di rilevamento della qualità dell’aria, dei cittadini per i cittadini

Martedì 30 ottobre, ore 18.30
Binaria – Centro Commensale del Gruppo Abele, Via Sestriere, 34 (Torino)

 

COMUNICATO STAMPA – Torino, 30 ottobre 2018

La qualità dell’aria a Torino è tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori, come si è visto nelle ultime settimane a proposito delle misure per limitare il traffico dei veicoli diesel.

Per questo motivo, il Comitato Torino Respira vuole aumentare la consapevolezza di decisori e cittadini torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro, proponendo anche a Torino una campagna per la misura della qualità dell’aria fatta dai cittadini, sulla scorta di quanto è già stato fatto con successo a Milano, Roma, Brescia e Bologna.

Martedì 30 ottobre alle 18.30 presso Binaria – Centro Commensale del Gruppo Abele, Via Sestriere, 34 (Torino), il Comitato Torino Respira presenterà in un incontro aperto a tutti la campagna “Che aria tira?” che si basa sull’utilizzo di campionatori passivi che rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.

I campionatori, che verranno acquistati dal Comitato grazie al sostegno di chi vorrà partecipare, sono delle semplici provette in plastica, possono essere facilmente installate dalle persone presso la propria abitazione, presso le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico. Passato un mese, i campionatori dovranno essere ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.
Una parte dei campionatori verrà installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.

Per informazioni: info@torinorespira.it
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Il Comitato sulla proposta di introduzione del Roadpricing

 

Il Comitato Torino Respira in merito al road pricing: nella proposta dell’Amministrazione comunale e nel dibattito manca una riflessione sulle ragioni e sugli obiettivi che qualunque azione di gestione del traffico dovrebbe avere nella nostra città.

COMUNICATO STAMPA – Torino, 29 settembre 2018

L’Amministrazione comunale di Torino ha annunciato un piano per superare la ZTL e introdurre un sistema di road pricing, sollevando come è ovvio una serie di polemiche e reazioni da parte di varie forze politiche e sociali.

Come rappresentanti di centinaia di cittadini torinesi preoccupati per la situazione della qualità dell’aria e per le sue conseguenze sulla salute, riteniamo che nella proposta dell’Amministrazione comunale e nel dibattito che ne è scaturito manchi una riflessione sulle ragioni e sugli obiettivi che qualunque azione di gestione del traffico dovrebbe avere nella nostra città.

Le ragioni per le quali agire bene e rapidamente dovrebbero essere chiare a tutti: Torino ha avuto negli anni scorsi la peggiore qualità dell’aria in Italia e tra le peggiori in Europa per il particolato fine. Secondo i dati della Regione, la maggior parte delle emissioni di particolato nella Città di Torino sono generate dal traffico dei veicoli, ed in particolare da quelli con motori diesel.

Questa situazione ha conseguenze sulla salute dei cittadini torinesi che, secondo stime del servizio epidemiologia dell’ARPA Piemonte, vedono la loro speranza di vita accorciarsi di 22,4 mesi rispetto al resto del Paese, e subiscono circa 900 morti premature l’anno a causa dell’inquinamento dell’aria.

A fronte di questa situazione, gli obiettivi dell’azione del Comune restano difficili da capire e ci pongono  alcune domande. Qual’è la riduzione di traffico attesa dal sitema di road pricing rispetto a quella chiaramente insufficente della ZTL attuale? Qual è la riduzione delle emissioni di inquinanti nell’atmosfera che risulterebbe dall’introduzione del nuovo sistema? Questa riduzione è sufficiente per rispettare i limiti di qualità dell’aria e far rientrare Torino nella legalità? Perché nella preparazione della proposta non è stata coinvolta l’ARPA Piemonte che avrebbe le competenze per capire gli effetti delle nuove misure sulla qualità dell’aria?

Queste domande peraltro valgono anche per le misure antismog decise per l’intero bacino padano, che provocheranno gli annunciati blocchi delle auto diesel nell’area metropolitana di Torino. Nessuno infatti ha mai spiegato chiaramente se queste misure saranno sufficenti per rispettare i limiti di legge oppure quali saranno le loro conseguenze effettive sulla qualità dell’aria e sulla salute.  

In tutto questo clima di approssimazione e incertezza spicca poi la decisione presa all’ultimo minuto dalla Regione di introdurre deroghe e di posporre l’avvio dell’applicazione delle limitazioni, previsto per il 1 ottobre, che pure la stessa Regione aveva concordato con le altre del bacino padano. E questo nonostante siano passati mesi dalla approvazione delle misure stesse, tempo che è stato evidentemente perso, tra l’altro anche  per la mancata approvazione del Piano Regionale della qualità dell’aria, la cui bozza è stata approvata dalla Giunta Regionale da oltre quindici mesi.

Facciamo quindi un appello affinchè tutte queste misure, così importanti per la tutela della salute dei cittadini, vengano gestite con urgenza e competenza, superando le contrapposizioni politiche, utilizzando tutte le professionalità necessarie e coinvolgendo nella discussione tutte le forze sociali e non solo i commercianti.  

 

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Il Comitato Torino Respira sulla ZTL

Bene partire dai dati come suggerisce Banchieri, riconoscendo il fatto che Torino ha la qualità dell’aria peggiore in Italia e che il traffico è il principale responsabile. La ZTL attuale va cambiata, ma il Comune deve uscire dall’ambiguità ed è necessario un confronto serio tra le forze sociali puntando all’obiettivo di proteggere la salute dei torinesi.

COMUNICATO STAMPA – Torino, 11 giugno 2018

 

L’intervento di Giancarlo Banchieri di Confesercenti in risposta all’intervista dell’Assessora Lapietra sull’ampliamento della ZTL ha il merito di partire dalla lettura di alcuni dati per sviluppare un ragionamento, cosa non comune in questi tempi di opinioni spesso tanto granitiche quanto basate sul nulla.
Crediamo tuttavia che quando si citano dei dati sia opportuno citare tutti quelli che sono utili per farsi una idea su un problema, pertanto vorremmo offrire alcuni elementi in più alla discussione guardando ad altri dati, in particolare in tre direzioni.
La prima riguarda il fatto che Torino rimane la città con la qualità dell’aria peggiore in Italia, se si guarda in particolare alle concentrazioni di particolato atmosferico e di biossido di azoto. Questo triste primato fa si che la nostra città sia una delle principali responsabili della procedura di infrazione a carico dell’Italia per la quale siamo stati recentemente deferiti alla Corte di Giustizia Europea. Se condannati, l’Italia potrebbe vedersi penalizzata per oltre 500 milioni di euro, e una quota di circa 90 milioni potrebbe essere a carico del Piemonte.
Il secondo dato è che a Torino circolano oltre 630 auto per 1000 abitanti, secondo dato più alto in Italia tra le grandi città dopo Catania, e dato molto superiore a quello di altre città del nord con una condizione economica e sociale simile, da Bologna, a Genova, a Milano. L’Arpa Piemonte ha chiarito da tempo che il maggior contributo all’inquinamento atmosferico a Torino è dovuto al traffico, ed in particolare alle auto diesel.
Il terzo dato è che gli effetti sulla salute misurati da numerosi studi che hanno coinvolto anche Torino ci dicono che la mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico riguarda circa il 6% di tutte le cause di morte naturale, e che la speranza di vita a Torino viene ridotta a causa del particolato ultrafine di 24,7 mesi rispetto ad una media di 9,2 mesi in Italia e 9,6 mesi in Piemonte.
Crediamo che questi dati ci dimostrino chiaramente come Torino non sia proprio in una situazione normale, quanto piuttosto in una condizione di emergenza e lontananza sempre più marcata da altre città che stanno affrontando il problema con vigore, a partire da Milano.
Pensiamo quindi che tutti gli attori coinvolti, inclusi i commercianti e coloro che in buona fede temono gli effetti economici dovuti alla riduzione del traffico, abbiano il dovere come cittadini di riconoscere questo problema e di chiedersi come contribuire a risolverlo.
L’Assessora Lapietra ha annunciato di avere affidato un incarico per studiare la nuova ZTL, anche se i suoi obiettivi non sono del tutto chiari e dalle sue parole traspare parecchia ambiguità e indecisione. La trasformazione dell’attuale ZTl è indispensabile, anche se non è l’unica misura necessaria, ed il Comune dovrebbe avviare un piano più organico di gestione del problema.
Il ragionamento di Banchieri, che avanza alcune proposte diverse dall’ampliamento della ZTL, va in una direzione che condividiamo, cioè quella di mettere sul tavolo una serie di proposte per valutarne i pro e i contro sotto vari punti di vista prima prendere delle decisioni.
Crediamo che il Comune debba aprire un serio tavolo di discussione su questi temi, al quale le varie componenti della società possano contribuire, sempre a patto di condividere l’obiettivo finale, ovvero raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria, ridurre i rischi per la salute umana e risparmiarci l’ennesima costosa procedura di infrazione.

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