Il dottor Losapio ci spiega la campagna “Che aria tira?”

Il dottor Losapio ha sempre seguito con interesse le nostre attività. Questa volta, giunto in possesso di uno dei primi campionatori che ci sono arrivati, si è proposto di darci una mano a spiegarvi su come è facile partecipare alla nostra campagna “Che aria tira?”

Il video sarà presentato ufficialmente giovedì 29 novembre prossimo alle 21.30 presso le Officine Ferroviarie.

E voi cosa aspettate a comprarne un nostro campionatore ?

 

Presentazione della campagna di rilevamento della qualità dell’aria

CHE ARIA TIRA?

Presentazione della campagna di rilevamento della qualità dell’aria, dei cittadini per i cittadini

Martedì 30 ottobre, ore 18.30
Binaria – Centro Commensale del Gruppo Abele, Via Sestriere, 34 (Torino)

 

COMUNICATO STAMPA – Torino, 30 ottobre 2018

La qualità dell’aria a Torino è tra le peggiori in Italia e la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera continua a non essere una priorità per i nostri amministratori, come si è visto nelle ultime settimane a proposito delle misure per limitare il traffico dei veicoli diesel.

Per questo motivo, il Comitato Torino Respira vuole aumentare la consapevolezza di decisori e cittadini torinesi sui reali livelli di inquinamento nei loro ambienti di vita e di lavoro, proponendo anche a Torino una campagna per la misura della qualità dell’aria fatta dai cittadini, sulla scorta di quanto è già stato fatto con successo a Milano, Roma, Brescia e Bologna.

Martedì 30 ottobre alle 18.30 presso Binaria – Centro Commensale del Gruppo Abele, Via Sestriere, 34 (Torino), il Comitato Torino Respira presenterà in un incontro aperto a tutti la campagna “Che aria tira?” che si basa sull’utilizzo di campionatori passivi che rilevano la concentrazione di biossido di azoto, uno degli inquinanti dell’aria più pericolosi.

I campionatori, che verranno acquistati dal Comitato grazie al sostegno di chi vorrà partecipare, sono delle semplici provette in plastica, possono essere facilmente installate dalle persone presso la propria abitazione, presso le scuole, il luogo di lavoro o qualsiasi luogo pubblico. Passato un mese, i campionatori dovranno essere ritirati e riportati al Comitato che si occuperà di inviarli a un laboratorio per le analisi e di curare l’interpretazione, la presentazione e la diffusione dei risultati.
Una parte dei campionatori verrà installata dal Comitato nei pressi delle centraline dell’ARPA, in modo da poter calibrare i dati ottenuti con quelli ufficiali e aumentare così l’affidabilità scientifica dei risultati.

Per informazioni: info@torinorespira.it
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​Il Comitato Torino Respira

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Elisa Gallo
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Il Comitato sulla proposta di introduzione del Roadpricing

 

Il Comitato Torino Respira in merito al road pricing: nella proposta dell’Amministrazione comunale e nel dibattito manca una riflessione sulle ragioni e sugli obiettivi che qualunque azione di gestione del traffico dovrebbe avere nella nostra città.

COMUNICATO STAMPA – Torino, 29 settembre 2018

L’Amministrazione comunale di Torino ha annunciato un piano per superare la ZTL e introdurre un sistema di road pricing, sollevando come è ovvio una serie di polemiche e reazioni da parte di varie forze politiche e sociali.

Come rappresentanti di centinaia di cittadini torinesi preoccupati per la situazione della qualità dell’aria e per le sue conseguenze sulla salute, riteniamo che nella proposta dell’Amministrazione comunale e nel dibattito che ne è scaturito manchi una riflessione sulle ragioni e sugli obiettivi che qualunque azione di gestione del traffico dovrebbe avere nella nostra città.

Le ragioni per le quali agire bene e rapidamente dovrebbero essere chiare a tutti: Torino ha avuto negli anni scorsi la peggiore qualità dell’aria in Italia e tra le peggiori in Europa per il particolato fine. Secondo i dati della Regione, la maggior parte delle emissioni di particolato nella Città di Torino sono generate dal traffico dei veicoli, ed in particolare da quelli con motori diesel.

Questa situazione ha conseguenze sulla salute dei cittadini torinesi che, secondo stime del servizio epidemiologia dell’ARPA Piemonte, vedono la loro speranza di vita accorciarsi di 22,4 mesi rispetto al resto del Paese, e subiscono circa 900 morti premature l’anno a causa dell’inquinamento dell’aria.

A fronte di questa situazione, gli obiettivi dell’azione del Comune restano difficili da capire e ci pongono  alcune domande. Qual’è la riduzione di traffico attesa dal sitema di road pricing rispetto a quella chiaramente insufficente della ZTL attuale? Qual è la riduzione delle emissioni di inquinanti nell’atmosfera che risulterebbe dall’introduzione del nuovo sistema? Questa riduzione è sufficiente per rispettare i limiti di qualità dell’aria e far rientrare Torino nella legalità? Perché nella preparazione della proposta non è stata coinvolta l’ARPA Piemonte che avrebbe le competenze per capire gli effetti delle nuove misure sulla qualità dell’aria?

Queste domande peraltro valgono anche per le misure antismog decise per l’intero bacino padano, che provocheranno gli annunciati blocchi delle auto diesel nell’area metropolitana di Torino. Nessuno infatti ha mai spiegato chiaramente se queste misure saranno sufficenti per rispettare i limiti di legge oppure quali saranno le loro conseguenze effettive sulla qualità dell’aria e sulla salute.  

In tutto questo clima di approssimazione e incertezza spicca poi la decisione presa all’ultimo minuto dalla Regione di introdurre deroghe e di posporre l’avvio dell’applicazione delle limitazioni, previsto per il 1 ottobre, che pure la stessa Regione aveva concordato con le altre del bacino padano. E questo nonostante siano passati mesi dalla approvazione delle misure stesse, tempo che è stato evidentemente perso, tra l’altro anche  per la mancata approvazione del Piano Regionale della qualità dell’aria, la cui bozza è stata approvata dalla Giunta Regionale da oltre quindici mesi.

Facciamo quindi un appello affinchè tutte queste misure, così importanti per la tutela della salute dei cittadini, vengano gestite con urgenza e competenza, superando le contrapposizioni politiche, utilizzando tutte le professionalità necessarie e coinvolgendo nella discussione tutte le forze sociali e non solo i commercianti.  

 

​Il Comitato Torino Respira

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Il Comitato Torino Respira sulla ZTL

Bene partire dai dati come suggerisce Banchieri, riconoscendo il fatto che Torino ha la qualità dell’aria peggiore in Italia e che il traffico è il principale responsabile. La ZTL attuale va cambiata, ma il Comune deve uscire dall’ambiguità ed è necessario un confronto serio tra le forze sociali puntando all’obiettivo di proteggere la salute dei torinesi.

COMUNICATO STAMPA – Torino, 11 giugno 2018

 

L’intervento di Giancarlo Banchieri di Confesercenti in risposta all’intervista dell’Assessora Lapietra sull’ampliamento della ZTL ha il merito di partire dalla lettura di alcuni dati per sviluppare un ragionamento, cosa non comune in questi tempi di opinioni spesso tanto granitiche quanto basate sul nulla.
Crediamo tuttavia che quando si citano dei dati sia opportuno citare tutti quelli che sono utili per farsi una idea su un problema, pertanto vorremmo offrire alcuni elementi in più alla discussione guardando ad altri dati, in particolare in tre direzioni.
La prima riguarda il fatto che Torino rimane la città con la qualità dell’aria peggiore in Italia, se si guarda in particolare alle concentrazioni di particolato atmosferico e di biossido di azoto. Questo triste primato fa si che la nostra città sia una delle principali responsabili della procedura di infrazione a carico dell’Italia per la quale siamo stati recentemente deferiti alla Corte di Giustizia Europea. Se condannati, l’Italia potrebbe vedersi penalizzata per oltre 500 milioni di euro, e una quota di circa 90 milioni potrebbe essere a carico del Piemonte.
Il secondo dato è che a Torino circolano oltre 630 auto per 1000 abitanti, secondo dato più alto in Italia tra le grandi città dopo Catania, e dato molto superiore a quello di altre città del nord con una condizione economica e sociale simile, da Bologna, a Genova, a Milano. L’Arpa Piemonte ha chiarito da tempo che il maggior contributo all’inquinamento atmosferico a Torino è dovuto al traffico, ed in particolare alle auto diesel.
Il terzo dato è che gli effetti sulla salute misurati da numerosi studi che hanno coinvolto anche Torino ci dicono che la mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico riguarda circa il 6% di tutte le cause di morte naturale, e che la speranza di vita a Torino viene ridotta a causa del particolato ultrafine di 24,7 mesi rispetto ad una media di 9,2 mesi in Italia e 9,6 mesi in Piemonte.
Crediamo che questi dati ci dimostrino chiaramente come Torino non sia proprio in una situazione normale, quanto piuttosto in una condizione di emergenza e lontananza sempre più marcata da altre città che stanno affrontando il problema con vigore, a partire da Milano.
Pensiamo quindi che tutti gli attori coinvolti, inclusi i commercianti e coloro che in buona fede temono gli effetti economici dovuti alla riduzione del traffico, abbiano il dovere come cittadini di riconoscere questo problema e di chiedersi come contribuire a risolverlo.
L’Assessora Lapietra ha annunciato di avere affidato un incarico per studiare la nuova ZTL, anche se i suoi obiettivi non sono del tutto chiari e dalle sue parole traspare parecchia ambiguità e indecisione. La trasformazione dell’attuale ZTl è indispensabile, anche se non è l’unica misura necessaria, ed il Comune dovrebbe avviare un piano più organico di gestione del problema.
Il ragionamento di Banchieri, che avanza alcune proposte diverse dall’ampliamento della ZTL, va in una direzione che condividiamo, cioè quella di mettere sul tavolo una serie di proposte per valutarne i pro e i contro sotto vari punti di vista prima prendere delle decisioni.
Crediamo che il Comune debba aprire un serio tavolo di discussione su questi temi, al quale le varie componenti della società possano contribuire, sempre a patto di condividere l’obiettivo finale, ovvero raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria, ridurre i rischi per la salute umana e risparmiarci l’ennesima costosa procedura di infrazione.

​Il Comitato Torino Respira

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Elisa Gallo
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Torino Respira, nasce il comitato per una città libera dallo smog.

Mercoledì 21 marzo 2018, è stato presentato in conferenza stampa alla Casa del Quartiere di San Salvario il Comitato “Torino Respira”, nato a sostegno dell’esposto alla magistratura presentato da Roberto Mezzalama nei confronti delle istituzioni preposte alla tutela della qualità dell’aria a Torino.

Obiettivo del Comitato è promuovere informazione e iniziative finalizzate a migliorare la qualità dell’aria nella città di Torino e nell’area metropolitana.

“Da molti anni l’aria di Torino è fuori legge – spiega Roberto Mezzalama, firmatario dell’esposto e presidente del Comitato “Torino Respira”. – La normativa vigente, il D. Lgs 155 del 2010 stabilisce dei limiti giornalieri e annuali per una serie di inquinanti. Mentre per alcuni la situazione è migliorata e i valori rispettano la legge, per altri, in particolare il particolato fine (PM10 e PM2,5) il biossido di azoto e l’ozono, si è ancora ben lontani dal raggiungere gli obiettivi. La Bozza del Piano Regionale per la qualità dell’aria della Regione Piemonte stima che in assenza di interventi ulteriori i limiti per il PM10 e per il biossido di azoto non verranno rispettati a Torino nemmeno nel 2030.”

L’esposto presentato da Mezzalama, basato su una serie di dati e ricerche ampiamente disponibili sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute pubblica a Torino e presentato nell’aprile del 2017, ha dato luogo all’apertura di un fascicolo e a un’indagine della magistratura supportata dalla perizia di un esperto epidemiologo e da una indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico.

L’inquinamento dell’aria uccide ogni anno decine di migliaia di persone in Europa ed è fonte di malattie croniche, disagio psicologico e perdite economiche soprattutto per la popolazione delle grandi aree urbane. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente i morti a causa dell’inquinamento atmosferico in Italia sono oltre 84.000 all’anno, il numero più alto in Europa, dove il totale supera i 490.000. Secondo il Servizio Epidemiologia dell’Arpa Piemonte, gli effetti a Torino si possono stimare in 900 morti l’anno e oltre 22 mesi di riduzione della speranza di vita.”

Nonostante questo, le amministrazioni preposte a livello nazionale, regionale e locale agiscono quasi esclusivamente in una logica emergenziale. I dati indicano nel traffico e in particolare nei motori diesel la principale fonte di inquinamento per i parametri fuorilegge. Lo strumento principale individuato dalla Legge 340 del 2000 per affrontare il problema a livello cittadino è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), creato a Torino nel 2008, ma mai finalizzato e con obiettivi non adeguati a risolvere il problema, come la riduzione del traffico veicolare privato nel ”lungo termine” del 2,46%.

Anche le azioni di emergenza come i blocchi del traffico sono fatti in modo inefficace, dovendo attendere l’effettivo superamento dei limiti per quattro giorni prima di essere intraprese. Altre città in Europa hanno da tempo affrontato questo problema con successo. A Londra l’istituzione della congestion zone ha permesso di ridurre in un anno le concentrazioni di PM10 di oltre il 15%, a Stoccolma l’introduzione di una misura analoga ha ridotto le emissioni di CO2 del 14%, mentre a Milano l’istituzione dell’area C ha permesso di ridurre le emissioni di PM10 dai veicoli di oltre il 60%.

Conclude Roberto Mezzalama “Nessuna delle amministrazioni preposte, e delle forze politiche in campo, sembrano voler affrontare in modo efficace il problema e nemmeno cicsi rende conto delle potenzialità di cambiamento positivo, anche a livello economico e sociale, delle azioni di riduzione dell’inquinamento. L’esposto alla Magistratura è un tentativo di introdurre un soggetto super partes, che possa definitivamente stabilire che si tratta, prima di tutto, di un problema di rispetto della legalità e di tutela della salute dei cittadini.”

Nato a sostegno dell’esposto, il Comitato “Torino Respira” si propone di diffondere informazione e azioni sull’inquinamento atmosferico nell’area metropolitana di Torino, raccogliendo e mettendo a disposizione dei cittadini articoli, studi, ricerche e resoconti di esperienze italiane ed estere.

“Crediamo che vivere in un ambiente salubre sia un diritto di tutti e che la tutela della salute dei cittadini dall’inquinamento dell’aria sia un dovere primario degli amministratori pubblici a tutti i livelli. – spiega Annabella Da Re, attivista e tra i promotori del Comitato – Il Comitato ha l’obiettivo collaborare con le associazioni che da anni si battono per una migliore qualità dell’aria, coinvolgere studenti e insegnanti per favorire la conoscenza e lo studio dei fenomeni di inquinamento dell’aria e per sviluppare attività educative a tutti i livelli”.

È anche un dovere di tutti i cittadini contribuire a risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria nell’ambito delle proprie possibilità e responsabilità.

L’adesione al Comitato, con una donazione di 5 euro sul sito www.torinorespira.it, è aperta a tutti i cittadini interessati ad impegnarsi anche in prima persona per una città libera dallo smog.

Il comitato Torino Respira offre una opportunità ai cittadini torinesi di informarsi, agire e contribuire al cambiamento, e agli amministratori di confrontarsi e trovare sostegno per le loro azioni.

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Ufficio stampa

Elisa Gallo

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