Prima giornata del Clean air dialogue: un bilancio

Il Commissario Vella è a fine mandato, ma un paio di cose interessanti le ha dette: l’Italia è in ritardo di 15 anni sulla qualità dell’aria. La scadenza del 2030 per raggiungere i limiti prevista dal Piano Aria del Piemonte è inaccettabile e contraria alla Carta Europea dei Diritti.

Su questo punto i nostri legali stanno meditando cosa fare Il Ministro Costa pare ben intenzionato e intellettualmente onesto. Merce rara.

Alcune cose che sono nell’accordo le sosteniamo da sempre: abbassare la velocità in tangenziale e autostrade, fare le ZTL, ecc. È evidente che il suo obiettivo è evitare la multa della Commissione Europea. Tutto questo circo è stato organizzato con questo obiettivo. Anche se comprensibile, l’obiettivo è arduo, e la sua richiesta alla Commissione di “giudicare lo sforzo” fa un po’ ridere, come se un maratoneta si giudicasse dal sudore e non dal tempo.

L’accordo che hanno firmato rimanda ad una serie di decreti, piani, altri accordi. Quindi ci sono ancora molte cose che possono andare storte. Segnate la data sul calendario: tra 90 giorni prepariamoci a chiedere conto delle prime scadenze. I funzionari dei vari ministeri sono parte del problema, non parte della soluzione.

Partito il ministro i loro interventi sono stati in genere penosi. Ministro, se li tolga di torno subito altrimenti non andrà da nessuna parte. Il top l’ha raggiunto tal Grimaldi dell’ambiente. Alla domanda;”come mai presentate sempre rose e fiori eppure il traffico aumenta, l’offerta di TPL diminuisce e l’inquinamento non migliora?” Risposta: “Eh l’Italia è complessa, c’è un problema antropologico”.

Altro fenomeno l’assessore lombardo Cattaneo, per il quale nella pianura padana abbiamo un problema geografico e quindi bisogna portare pazienza. Si sa che ai polmoni basta chiedere pazienza e loro si adeguano, pazienti, non ammalandosi. A parte il Sindaco per i saluti di rito, silenzio dai Torinesi. La riunione potevano farla a Matera che in quanto a partecipazione locale sarebbe stato lo stesso. A conclusione della prima giornata confermiamo il cambio di titolo in “Fried Air Dialogue”. Peccato, bastava poco per fare un bel lavoro. Le buone intenzioni sono benvenute, ma il coinvolgimento degli stakeholders è un’altra cosa.

Roberto Mezzalama

p.s. questi ragionamenti sono stati ripresi in un articolo pubblicato sul Corriere Torino