Il Comitato Torino Respira sulla ZTL

Bene partire dai dati come suggerisce Banchieri, riconoscendo il fatto che Torino ha la qualità dell’aria peggiore in Italia e che il traffico è il principale responsabile. La ZTL attuale va cambiata, ma il Comune deve uscire dall’ambiguità ed è necessario un confronto serio tra le forze sociali puntando all’obiettivo di proteggere la salute dei torinesi.

L’intervento di Giancarlo Banchieri di Confesercenti in risposta all’intervista dell’Assessora Lapietra sull’ampliamento della ZTL ha il merito di partire dalla lettura di alcuni dati per sviluppare un ragionamento, cosa non comune in questi tempi di opinioni spesso tanto granitiche quanto basate sul nulla.
Crediamo tuttavia che quando si citano dei dati sia opportuno citare tutti quelli che sono utili per farsi una idea su un problema, pertanto vorremmo offrire alcuni elementi in più alla discussione guardando ad altri dati, in particolare in tre direzioni.
La prima riguarda il fatto che Torino rimane la città con la qualità dell’aria peggiore in Italia, se si guarda in particolare alle concentrazioni di particolato atmosferico e di biossido di azoto. Questo triste primato fa si che la nostra città sia una delle principali responsabili della procedura di infrazione a carico dell’Italia per la quale siamo stati recentemente deferiti alla Corte di Giustizia Europea. Se condannati, l’Italia potrebbe vedersi penalizzata per oltre 500 milioni di euro, e una quota di circa 90 milioni potrebbe essere a carico del Piemonte.
Il secondo dato è che a Torino circolano oltre 630 auto per 1000 abitanti, secondo dato più alto in Italia tra le grandi città dopo Catania, e dato molto superiore a quello di altre città del nord con una condizione economica e sociale simile, da Bologna, a Genova, a Milano. L’Arpa Piemonte ha chiarito da tempo che il maggior contributo all’inquinamento atmosferico a Torino è dovuto al traffico, ed in particolare alle auto diesel.
Il terzo dato è che gli effetti sulla salute misurati da numerosi studi che hanno coinvolto anche Torino ci dicono che la mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico riguarda circa il 6% di tutte le cause di morte naturale, e che la speranza di vita a Torino viene ridotta a causa del particolato ultrafine di 24,7 mesi rispetto ad una media di 9,2 mesi in Italia e 9,6 mesi in Piemonte.
Crediamo che questi dati ci dimostrino chiaramente come Torino non sia proprio in una situazione normale, quanto piuttosto in una condizione di emergenza e lontananza sempre più marcata da altre città che stanno affrontando il problema con vigore, a partire da Milano.
Pensiamo quindi che tutti gli attori coinvolti, inclusi i commercianti e coloro che in buona fede temono gli effetti economici dovuti alla riduzione del traffico, abbiano il dovere come cittadini di riconoscere questo problema e di chiedersi come contribuire a risolverlo.
L’Assessora Lapietra ha annunciato di avere affidato un incarico per studiare la nuova ZTL, anche se i suoi obiettivi non sono del tutto chiari e dalle sue parole traspare parecchia ambiguità e indecisione. La trasformazione dell’attuale ZTl è indispensabile, anche se non è l’unica misura necessaria, ed il Comune dovrebbe avviare un piano più organico di gestione del problema.
Il ragionamento di Banchieri, che avanza alcune proposte diverse dall’ampliamento della ZTL, va in una direzione che condividiamo, cioè quella di mettere sul tavolo una serie di proposte per valutarne i pro e i contro sotto vari punti di vista prima prendere delle decisioni.
Crediamo che il Comune debba aprire un serio tavolo di discussione su questi temi, al quale le varie componenti della società possano contribuire, sempre a patto di condividere l’obiettivo finale, ovvero raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria, ridurre i rischi per la salute umana e risparmiarci l’ennesima costosa procedura di infrazione.

​Il Comitato Torino Respira

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Elisa Gallo
ufficio stampa
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