I legali del Comitato presentano una memoria presso la Procura della Repubblica

Il comitato Torino Respira ha depositato alcune settimane fa una memoria presso la Procura della Repubblica, focalizzando in quest’occasione l’attenzione sull’inquinamento da biossido di azoto nella Città di Torino.

Con quest’ultimo elaborato si è inteso integrare il materiale già depositato in precedenza all’attenzione dei magistrati inquirenti, rappresentato dall’esposto iniziale presentato nel mese di aprile del 2017 e dalle successive memorie depositate nel maggio del 2018 e nel marzo del 2019, nelle quali era stato principalmente affrontato il tema dell’inquinamento da PM 10.

Il biossido di azoto, insieme all’ozono e al particolato, è uno degli inquinanti dell’aria che superano abbondantemente, soprattutto nel periodo invernale, i limiti di legge a Torino, limiti legali che sono già il frutto di un compromesso, in quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha suggerito un dimezzamento del limite annuo previsto dalla normativa (da 40ug/m3 a 20ug/m3).

L’approfondimento in materia di biossido d’azoto – che ha confermato il grave stato di inquinamento in cui versa Torino anche rispetto a tale sostanza inquinante – si è basato sia sui dati rilevati dall’Arpa Piemonte nelle centraline di rilevamento fisse, sia sui risultati della campagna “Che aria tira”, una iniziativa di rilevamento del biossido di azoto tramite campionatori passivi, organizzata dal comitato Torino Respira, che ha permesso, grazie alla collaborazione di oltre 200 cittadini, di rilevare la concentrazione di biossido di azoto in 274 punti della Città di Torino e dei comuni circostanti.

I legali di Torino Respira hanno ribadito ai magistrati inquirenti la richiesta di valutare le condotte delle autorità comunali e regionali preposte dalla legge alla gestione della qualità dell’aria nella città di Torino – gestione che si presenta del tutto inadeguata – sotto il profilo dell’integrazione delle fattispecie di reato poste dall’ordinamento a presidio dell’ambiente e della pubblica incolumità, con particolare riferimento ai reati di inquinamento ambientale e disastro ambientale di cui agli artt. 452 bis e 452 quater del codice penale.

Gli avvocati Marino Careglio e Giuseppe Civale si sono espressi in questo senso: “Ci pare importante evidenziare che tali reati sono stati introdotti dal legislatore nel 2015 in un’ottica di doveroso innalzamento della tutela di beni giuridici di rango costituzionale quali l’ambiente (art. 9 e 117 Cost.) e la salute (art. 32 Cost.); stiamo continuando a sollecitare l’intervento della magistratura penale, in quanto riteniamo che, se il diritto penale deve occuparsi della tutela dei principali beni giuridici protetti nel nostro ordinamento, l’ambiente e la salute pubblica rientrano sicuramente in questa categoria”.
Potete trovare Memoria NO2 Maggio 2019 il testo integrale della memoria.