Chiusa l’indagine sullo smog: ipotizzato il reato di inquinamento ambientale

Continua l’impegno di Torino Respira nell’utilizzare la legge per tutelare il diritto di ciascun cittadino e cittadina a respirare aria pulita.

Torino, 21 luglio 2023. Il Comitato Torino Respira ha appreso dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Torino ha emesso l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nell’ambito del procedimento scaturito da un esposto presentato nel 2017 dal presidente del Comitato Torino Respira, Roberto Mezzalama, finalizzato ad accertare se la situazione di grave inquinamento atmosferico che affligge da anni la nostra città abbia rilevanza anche di carattere penale.

I magistrati della Procura della Repubblica hanno ipotizzato il reato di inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.) a carico degli amministratori pubblici regionali e comunali che si sono succeduti dal 2015 al 2019, recependo pertanto l’impostazione giuridica avanzata dagli avvocati di Torino Respira nell’esposto originario e nelle numerose memorie depositate nel corso di questi anni.

La Regione Piemonte e il Comune di Torino, titolari di una posizione di garanzia in materia di tutela della qualità dell’aria, non hanno adottato negli anni misure adeguate a raggiungere il rispetto dei valori limite di concentrazione degli inquinanti nell’aria previsti dalla normativa vigente, peraltro molto meno rigorosi di quelli suggeriti sin dal 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale condotta, essenzialmente di carattere omissivo, ha concorso a cagionare la grave situazione di inquinamento che affligge l’aria di Torino e può integrare, così come ora ipotizzato anche dalla Procura della Repubblica, il reato di inquinamento ambientale introdotto dal legislatore nel 2015, che prevede una responsabilità anche a titolo colposo”, afferma l’avvocato Marino Careglio, che con il collega Giuseppe Civale assiste il Comitato Torino Respira in questa azione legale.

All’avviso di conclusione delle indagini preliminari potrebbe seguire la richiesta, da parte della Procura della Repubblica, di un rinvio a giudizio con la conseguente fissazione di un’udienza preliminare, nella quale Torino Respira chiederà di costituirsi parte civile per dare il proprio contributo all’approfondimento degli aspetti di carattere ambientale e giuridico della vicenda.

Torino Respira usa il diritto per tutelare l’ambiente, – commenta Roberto Mezzalama in particolare per salvaguardare il diritto di ciascun cittadino e cittadina a respirare aria pulita, e continuerà a lavorare in questa direzione. Torino Respira sta anche affiancando, dal novembre 2022, l’azione legale contro la Regione Piemonte promossa da Chiara, insieme al compagno, nell’interesse del loro figlio di sei anni affetto da problemi respiratori causati dall’inquinamento atmosferico. In questo senso, guardiamo con interesse gli sviluppi dell’indagine rispetto alla posizione della Giunta regionale che si è insediata nell’estate del 2019”.

 

 

 

 

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