L’aria nel bacino padano durante il lockdown

Nei giorni scorsi  è stato presentato il rapporto preparato dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente del bacino padano sulla qualità dell’aria durante il COVID19.

Lo studio ha preso in considerazione le concentrazioni di particolato (PM10), biossido di azoto (NO2) monossido di azoto (NO) e ammoniaca (NH3) dal primo gennaio al 31 marzo. Inoltre ha stimato i cambiamenti nelle emissioni delle stesse sostanze per lo stesso periodo, usando dati quali il traffico, i consumi di gas ed elettricità ecc.

Le conclusioni principali dello studio sono le seguenti:

Le emissioni di NOx sono diminuite del 30-40%, soprattutto a causa della diminuzione del traffico che ha raggiunto l’80% per i veicoli leggeri ed il 50-60% per i veicoli pesanti.
 Le emissioni di PM10 primario sono diminuite del 7-14% a seconda della regione; le riduzioni dovute al traffico sono state parzialmente compensate dall’aumento di quelle da riscaldamento visto che la gente è rimasta a casa.
Le emissioni di ammoniaca sono rimaste invariate perché l’attività agricola non ha subito modifiche sostanziali

Le diminuzioni delle concentrazioni di NO2 e PM10 sono state stimate facendo un confronto tra i dati misurati nelle stazioni ARPA ed i risultati di un modello che utilizza i dati meteo del 2020 ed i dati di emissione “normali” ovvero senza le limitazioni dovute al COVID19. 
Le riduzioni di NO2 stimate a fine marzo variano tra il 35 ed il 50%, mentre le riduzioni di PM10 variano tra il 15 ed il 30%.

Complessivamente si tratta di un rapporto interessante che secondo noi ha però alcuni difetti.

Non spiega perché il PM10 diminuisce meno del NO2. Sono state fatte tre ipotesi:

a) l’aumento dell’uso di riscaldamento;

b) la mancata diminuzione della concentrazione dei precursori del particolato, soprattutto l’ammoniaca;

c) l’elevata insolazione di marzo che avrebbe aumentato la produzione di particolato per via fotochimica.

Purtroppo lo studio si limita a fare queste ipotesi e non dà alcuna indicazione rispetto alla loro importanza relativa.

Questa è sicuramente una grossa lacuna perché da questa risposta dipendono scelte importanti di gestione dell’inquinamento dell’aria.

Le stime di riduzione delle emissioni nelle varie regioni sono molto diverse; in Piemonte ci sarebbero state le diminuzioni meno importanti (-16.6% per NO2 e 0% per PM10). Queste differenze non sono spiegate.

Il rapporto si ferma al mese di marzo. Essendo metà giugno sarebbe stato meglio considerare anche il mese di aprile.

Non vengono fatte delle valutazioni di significatività statistica delle differenze di concentrazione tra 2020 e i quattro anni precedenti considerati. Noi le abbiamo fatte per Torino mostreremo in un post dedicato. Ricordiamo che è disponibile il webinar del Comitato con la sua analisi indipendente svoltosi nei mesi scorsi.

Categorie Blog