Ringraziamo l’Europa. La corte di giustizia condanna l’Italia per il biossido di azoto.

DOPO LA CONDANNA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA SUL PM10 ARRIVA QUELLA PER IL BIOSSIDO DI AZOTO
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato ieri l’Italia (nella Causa C-573/19) per il mancato rispetto, “sistematico e continuativo”, del valore limite annuale previsto per il biossido d’azoto (NO2) – fissato dalla normativa vigente in 40 ug/mc -, in alcune zone del Paese, tra cui l’agglomerato di Torino.
La Corte ha accertato il sistematico superamento del valore limite annuale in tutte le zone in esame (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Genova, Firenze, Roma e Catania), a decorrere dall’anno 2010, avendo l’Italia violato gli obblighi normativi e omettendo anche di adottare, a partire dall’11 giugno 2010, le misure necessarie a garantire il rispetto del limite annuale di biossido di azoto, e in particolare per non avere previsto, nei piani regionali relativi alla qualità dell’aria, misure atte a limitare al periodo più breve possibile il superamento della soglia limite.
A pag. 25 della sentenza viene specificamente censurato il piano di qualità dell’aria della Regione Piemonte, che prevede solo per il 2030 il raggiungimento del rispetto dei valori limite fissati per le concentrazioni di biossido di d’azoto.
I valori di biossido di azoto che si continuano a riscontrare nella nostra città sono ancora più intollerabili per la salute della popolazione, se si considerano le nuove raccomandanzioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che hanno introdotto un valore limite annuale di 10 ug/mc, rispetto a quello di legge pari a 40 ug/mc, e previsto anche un valore limite giornaliero di 25ug/mc: rispetto a tale limite giornaliero nel 2021 a Torino si sono verificati ben 283 giorni di sforamento!
Come dimostrano le iniziative della Commissione Europea che ha prima citato l’Italia avanti la Corte di Giustizia e poi ottenuto la condanna del nostro Paese per il grave inquinamento da particolato e da biossido di azoto che affligge numerose città, l’uso del diritto può rappresentare uno strumento efficace di tutela ambientale: nel nostro piccolo Torino Respira continuerà ad utilizzare “il potere della legge”, con le iniziative giudiziarie già attivate e con quelle che stiamo preparando, per consentire di assicurare finalmente ai cittadini torinesi il diritto a respirare un’aria pulita.
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